Viaggia in libertà, Manfrotto Befree

Il treppiede da viaggio compatto Befree Manfrotto è piccolo e leggero. La recensione potrebbe già finire qui, perché c’è poco da dire, questo è un treppiede perfetto per il viaggio, non mi resta che mostrarvi il motivo.

Per tutti i viaggiatori lo spazio è importante, spesso ci troviamo a dover passare delle ore per ottimizzare lo zaino ed un attrezzo come un treppiede può essere un ingombro non da poco. Il Manfrotto Befree risolve il problema grazie alla possibilità di ripiegare su se stesso riducendo lo spazio occupato al minimo, misurando solo 40cm da chiuso. L’adattatore per piastra è progettato appositamente con tacche profonde in modo che le gambe si pieghino dritte, riducendo al minimo l’ingombro. Altra caratteristica che lo rende valido per il trasporto è il peso, solo 1.100g (versione in carbonio), considerando che si tratta di un treppiede con un estensione massima di 142 cm, è davvero leggero.

Ogni suo componente è studiato per garantire qualità e compattezza, nello specifico:

Testa

La testa a sfera è molto leggera e pratica nell’utilizzo, la maggior parte dei componenti sono in plastica per ridurre il peso. C’è una sola manopola di plastica che controlla sia la rotazione laterale che l’allentamento e blocco della palla. La leggerezza ha un prezzo ed il peso massimo che può sopportare e 4kg, ha retto benissimo la mia Sony A7r e non mi ha mai dato problemi.

Gambe

Le gambe sono veramente sottili, ma nonostante questo danno l’impressione di essere molto resistenti e stabili.
L’angolazione delle gambe utilizza un sistema di bloccaggio unico nel suo genere, una chiusura rotante con tre possibili posizioni: chiuso, angolo classico e un opzione con angolo più ampio. E’ un sistema facile da usare e stabile, l’angolo più ampio può essere molto utile soprattutto con un terreno accidentato.
Sistema
Quando si estendono le gambe al massimo, le serrature utilizzano uno stile tradizionale di leva Manfrotto ed è possibile stringere la vite per regolare la tensione.

Conclusioni

Inizialmente ho deciso di affidarmi al Manfrotto Befree perché mi serviva un treppiede leggero per il trekking dell’Everest e i miei viaggi in bici o monopattino, ma si è rivelato talmente affidabile e comodo che ormai lo uso in ogni occasione. Non è solo un treppiedi leggero ma ha anche un’ottima qualità, se stai cercando un bel treppiede per il viaggio, ma anche solo per uscite giornaliere, una volta provato il Befree non tornerai più indietro!

Specifiche

info

Manfrotto Befree Carbon è acquistabile sul sito ufficiale della Manfrotto o su Amazon.

Pubblicità

8bar Mitte, la bici nata per viaggiare

  • Testata in Nuova Zelanda

Per percorrere la Nuova Zelanda ho optato per  una bici davvero speciale perché creata appositamente per l’avventura: Circa tre mesi fa ho scoperto la 8bar bikes una piccola impresa che propone di creare da te la tua bicicletta. Ho conosciuto Stefan il proprietario ed ho scoperto di avere la passione in comune per le avventure in bici. Così dopo tre mesi mi ha finalmente inviato una bici progettata appositamente per il viaggio: 8bar Mitte, la bicicletta che hanno realizzato, questa bici non è figlia di una grande azienda ma della nostra passione. La bici per me non è soltanto uno sport, ma è un mezzo per scoprire un paese da una prospettiva differente. Non è troppo lento, né troppo veloce, ti dà la possibilità di intravedere i dettagli, di fermarti a parlare, di conoscere ed esplorare in completa libertà. Ecco perché questa bici è così speciale, perché costruita da persone per persone, è costruita per l’avventura e durante il viaggio in Nuova Zelanda si è rivelata perfetta per il compito!

8bar Mitte -

Ho percorso 2300km con un dislivello di 19576 metri, ho pedalato sotto la pioggia, su strade sterrate, con venti impetuosi e la bici non mi ha mai tradito affidabile e resistente. In tanti viaggi ho avuto modo di provare un gran numero di bici e non ho problemi e dire che la 8bar Mitte è la miglior bici da viaggio.  La pedalata è fluida, la posizione in sella studiata nei minimi dettagli permette di non stancarti né durante una lunga giornata in sella né dopo una lunga avventura. Difatti è la prima volta che durante un viaggio non ho avuto nessun dolore muscolare o di posizione.
La Mitte è una bici che non va in difficoltà facilmente, ho affrontato diverse strade sterrate in Nuova Zelanda senza subire rallentamenti e forature.  E’ una bici concepita per lunghe avventure, ha un telaio in alluminio che porta il peso complessivo della bici a 10.5 Kg, è dotata di freni a disco idraulici ed ha un gruppo di trasmissione di livello professionale l’ottimo Shimano TIAGRA.
E’ disponibile in due modelli, io ho utilizzato la versione più economica, qui trovate tutte le specifiche e prezzi:

bildschirmfoto-2016-11-17-um-13-41-36-1000x741

In Nuova Zelanda ha superato tutte le mie aspettative, ha retto molto bene il peso del bagaglio, complessivamente 25 kg, restando stabile nella pedalata.
A dir poco eccezionale la resistenza di copertoni e cerchi, la 8bar Mitte è un ibrido tra una bici da corsa ed una Mtb, nonostante cerchi da strada per tutta la durata dell’avventura non ci sono stati danni.
La bici si è comportata molto bene anche con la pioggia, la resistenza e qualità dei materiali ha garantito la sua stabilità nonostante la pioggia incessante, infatti i primi 5 giorni ho affrontato un periodo alluvionale che non mi ha rallentato vista la sicurezza che mi ha garantito anche su un terreno scivoloso.
In conclusione la 8bar Mitte è davvero una bici nata per l’avventura, per sporcarsi, per andare veloce senza sacrificare la resistenza e poi è bellissima!

8 bar Mitte

Per maggiori informazioni e acquisto: https://8bar-bikes.com/shop/bikes/mitte-v1-3in1-adventure-comp-new/

Escapist, lo zaino per viaggiare in bici

  • Testato a Taiwan e Nuova Zelanda

E’ davvero difficile trovare uno zaino buono sia per le uscite in bici che per il trekking, ma con Escapist l’Osprey ha fatto centro. Tenerlo sulle spalle durante una lunga giornata in bici oppure per un trekking tra le montagne la sensazione è la medesima. Si adatta perfettamente alla schiena garantendo comfort sia nella pedalata che durante una lunga camminata. Ho provato lo Zaino nel caldo di Taiwan e nel freddo della Nuova Zelanda senza trovare differenze grazie ad i rilievi in gommapiuma sullo schienale che consentono l’aerazione. Essendo studiato per la bici prevede la presenza di spallacci che permettono di aumentare l’aderenza in caso di discese, tasche con zip per contenere telefono e occhiali da sole, un sistema per attaccare il casco esternamente per risparmiare spazio all’interno, una tasca esterna per l’idratazione e grafiche riflettenti per segnalare la presenza alle auto. Per chi viaggia in bici ma ha bisogno di uno zaino anche per escursioni a piedi Escapist è la scelta perfetta!

Escapist
In base alle esigenze è disponibile in tre misure 18-25-32

Ho testato lo zaino 9 giorni a Taiwan percorrendo 925km in bici e 27 giorni in Nuova Zelanda percorrendo 2300km in bici e 150km a piedi. In questi due viaggi non ho trovato un difetto, essendo ideato per la bici le tasche interne attutiscono gli urti e non ho avuto problemi a trasportare oggetti fragili come la fotocamera. Le tasche sono antigraffio ed in due avventure in cui lo zaino ha preso sole, acqua e fango non ha riportato danni e non ha perso colore. In viaggi del genere in cui una piccola foratura può essere un bel problema, Escapist è una garanzia di affidabilità e versatilità.

Caratteristiche

Per maggiori informazioni e acquisto: Osprey Europe

L’esperienza in Footbike

Dopo il Giappone ero alla ricerca di un mezzo alternativo alla bicicletta che mi permettesse di esplorare in autonomia la prossima meta.
Navigando mi sono ritrovato davanti a questo strano monopattino, che puntava ad offrire un nuovo modo di spostarsi in città.
Appena l’ho visto ho pensato se riesco a montarci un portapacchi anteriore è perfetto.
Cosi è iniziata la mia avventura con la Footbike, il primo passo è stato fare diverse ricerche sul mezzo, fino a scoprire il distributore italiano Myfootbike Italia. Da qui è iniziato uno scambio di mail, dapprima consigli e poi la sponsorizzazione ufficiale con una delle loro Footbike: la Crussis Urban 3.3!
Ottenuto il mezzo è iniziata la parte più difficile e stressante, trasformare un mezzo cittadino in un macinatore di km e preparare il mio fisico ad uno sport o movimenti che non avevo mai praticato.
Viste le premesse, la domanda sorge spontanea, perché l’ho fatto? Da quando ho iniziato a fare questa tipologia di viaggi, ho capito quello che mi spinge a renderli cosi avventurosi, è la voglia di scoperta.
La scoperta viene dall’ignoto, nel conoscere un nuovo paese, una nuova cultura, e quello che volevo scoprire adesso era un nuovo modo di viaggiare, differente dalla bicicletta.
Cosi mi sono lanciato nell’ignoto ed è stato molto più difficile di quanto pensassi. Fare qualcosa di nuovo senza punti di riferimento, porsi cosi tanti km in pochi giorni senza precedenti, mi ha messo sotto pressione e poco prima di partire ho iniziato a dubitare dell’idea.
Ma atterrato in Irlanda, tutto è sparito, non c’erano dubbi o paure, solo tanta voglia di scoprire questo paese.
E la Footbike mi ha sorpreso molto, il riuscire a percorrere anche 155km in un giorno non l’avevo previsto, il fisico ha retto senza grandi problemi, ma soprattutto l’esperienza che ne è derivata è nuova, un nuovo modo di viaggiare con sensazioni completamente differenti dalla bicicletta.
Quando viaggi in monopattino è tutto più lento, hai il tempo di osservare ogni minimo dettaglio che ti circonda, la prospettiva che ti offre è nuova, non solo a te, ma anche a chi ti osserva. Ho visto persone stupirsi in ogni modo: chi sorrideva, chi imprecava esaltato, chi scuoteva la testa (chi te lo ha fatto fare), chi restava a bocca aperta con espressione sognante. Ho fatto anche danni però, più volte ho sentito bambini urlare alla mamma lo voglio, compramelo, alcune mi sono venute addirittura a chiedere informazioni su dove acquistarlo.
Lo stupire gli altri è probabilmente la cosa che più mi ha reso felice di questa esperienza, io scoprivo l’Irlanda e l’Irlanda scopriva la Footbike, in questo scoprirsi a vicenda ho imparato ancora una volta quanto la paura dell’ignoto sia la più insensata delle paure. Si pone come un ostacolo tra te e quello che vuoi fare, ti blocca, prova a riportarti alla realtà, come si supera un ostacolo del genere? Esattamente come si superano le salite con il monopattino, spingendo più forte, e quando arrivi in cima sei leggero, perché dalla sommità vedi un nuovo panorama, qualcosa che prima non potevi vedere, inizi a scoprire e non resta altro da fare che dare un ultima spinta e lanciarti nell’ignoto.
Quello che ho scoperto nella Footbike, è un nuovo compagno di viaggio, affidabile, a tal punto da percorrere 1700 km in 17 giorni. Se ripenso ai dubbi iniziali, non li rimpiango, perché servono a prepararsi al meglio, l’importante è che non siano riusciti a fermarmi, anzi mi hanno stimolato.
Collaborare con Myfootbike Italia è stato diverso dalle precedenti sponsorizzazioni, mi sono sentito in famiglia, perché lo scopo era lo stesso fare qualcosa di diverso per sognare ancora!

11196323_456573757838159_1951304874382592793_n1911277_273988489430911_456347490_o

Equipaggiamento (Islanda)

Perché l’Islanda

Perché partire per l’Islanda? Perché farlo in bici?

Una delle cose più difficili è spiegare il perché di una passione, cerchi le parole adatte, ma sembrano sempre troppo banali.
Non parto per l’Islanda per tenermi in vita o per un desiderio di fuga.

Mi piacciono i viaggi, lo sport e la natura, ma soprattutto coniugarli insieme. Certo coniugare tutto ciò in Islanda non è facile, e per questo percorrere l’Islanda in bici è in primis una sfida con se stessi. Porsi un limite e superarlo.
La bellezza dei viaggi è proprio questa, sono un modo per scoprire cose nuove e allo stesso tempo scoprire qualcosa in più su se stessi.

Ho scelto l’Islanda perché è un territorio unico, primordiale, uno dei pochi territori incontaminati, fuori dagli schemi.

Ho scelto la bici perché credo che sia il metodo migliore per viaggiare. Solo la bici ti permette di vivere il viaggio in prima persona, a contatto con ciò che ti circonda, la bici finisce per diventare un prolungamento del tuo corpo.

Di seguito una lista dell’attrezzatura, abbigliamento e bicicletta che ho portato con me in Islanda:

Abbigliamento

Per lo strato superiore, la scelta è caduta sulla giacca alpinismo Simond, impermeabile, con cerniere a chiusure stagne e con un’ottima traspirabilità. E’ stato l’indumento anti-ipotermia, mi ha tenuto asciutto anche stando per 4 ore consecutive sotto la pioggia. Non mi aspettavo una tale tenuta, di fatto non ho mai dovuto utilizzare il poncho impermeabile di riserva. Molto utili anche le grandi tasche frontali, anche qui il contenuto è rimasto asciutto. Altra nota positiva, il colore azzurro acceso che ci ha reso visibile alle auto anche in condizioni di nebbia.

Pensavo che la peggiore avversità che avrei incontrato in Islanda sarebbe stata la pioggia, in realtà il vento si è rivelato molto più potente del previsto. Per fortuna come indumento antivento ho optato per il Softshell alpinismo Simond, unica difesa contro il vento islandese. Si è rivelato essere l’indumento più importante, mi ha garantito protezione dal vento, libertà di movimento, isolamento termico e traspirabilità. Con grande sorpresa ha funzionato cosi bene, tenendomi abbastanza caldo, da non dover usare mai il pile nonostante la fredda temperatura; sotto al softshell avevo solo una t-shirt traspirante, molto comoda da vestire.

abb12

Per la parte inferiore ho selezionato un fondello con un trattamento antibatterico e totale assenza di cuciture. In generale si sono rivelati davvero molto comodi, anche dopo 9 ore di pedalata. Sopra il fondello ho indossato un pantalone impermeabile: oltre alla ottima impermeabilità, gambe e fondello sono rimasti asciutti, ha anche una ottima resistenza agli strappi.

abb2

Uno dei prodotti che più mi ha sorpreso sono le scarpe arpenaz, basse e impermeabili, abbinate con calze btwin. Oltre a resistere egregiamente alla pioggia, sono state cosi comode anche per pedalare.

Attrezzatura Campeggio

In Islanda il campeggio è stato meno ostico di quello che immaginavo, non ho avuto problemi con vento e pioggia, nonostante la scelta di una tenda molto economica come

la 2 second della Quechua. Sono soddisfatto della scelta per la facilità di montaggio e perché anche in caso di emergenza si può usare senza picchetti. Inoltre è molto spaziosa nonostante sia omologata per una persona. Di contro trovavo sfavorevoli le dimensioni da chiusa e il peso : un diametro di 61 cm per 2,7 kg; ma sono riuscito a sfruttare le sue misure per utilizzarla sul portapacchi come piano per lo zaino. Altro problema legato alle dimensioni è stato il trasporto in aereo, ho risolto legandola allo zaino con dei tiranti. Dopo averla utilizzata in Islanda per 2 settimane sono contento della scelta, nonostante la sua forma non aerodinamica, ha resistito benissimo a vento e pioggia. Dopo aver percorso 120km la facilità di montaggio è stata una benedizione, così come la facilità di smontaggio ogni mattina. In un paio di sere ho avvertito un pò di freddo, ma questo dipende molto anche dalla scelta del sacco a pelo, nel mio caso sacco a pelo S5° light del peso di 1,1 kg. Graduato comfort fino a 5°, regge benissimo fino a 0°, forse sarebbe stato meglio optare per un sacco più caldo, ma ho preferito questo per le dimensioni ridotte. Per stare più comodo ho anche utilizzato un cuscino gonfiabile ultralight del peso di 80 g e un Materasso Gonfiabile Forclaz Air. Il materasso pesa 550 g e sgonfiato occupa pochissimo spazio solo 10 x 19 cm. Considerando tutti gli elementi ho dormito molto bene e il letto non mi è mai mancato.

Bicicletta

rockrier-540

Per percorrere l’Islanda ho optato per una mountain bike front.
Nel mio caso la Rockrider 540 della Btwin fornitami da Decathlon L’Aquila.
Sono stato io stesso a sceglierla, volevo una bici affidabile, resistente, di cui potermi fidare. La scelta della mountain bike ha sicuramente rallentato la velocità e ha reso ancor più dura la pedalata, ma non vi erano alternative dovendo percorrere terreni tra i più duri e unica soluzione per attraversare il deserto roccioso indenne. Ho scelto proprio la 540 per vari motivi: è una bici concepita per l’escursionismo sportivo, ha un telaio in alluminio che porta il peso complessivo della bici a 13.3 Kg, è dotata di freni a disco idraulici, ha un cambio affidabilissimo anteriormente Shimano ALTUS e posteriormente l’ottimo SRAM X7, ma soprattutto cerchioni Rockrider sport, doppia parete con raggi Mach1 inox 2 mm e copertoni di serie Kenda Nevegal, una garanzia.
In Islanda ha superato tutte le mie aspettative, spulciando una pecca : la catena è saltata, ma a causa del forte vento che l’ha sollevata (solo in Islanda si vedono cose del genere). per il resto con mia grande sorpresa ha sempre girato fluidamente per tutta la durata del viaggio, anche quando è stata contaminata dalla sabbia del deserto.
La bici ha poi retto molto bene il peso del bagaglio, complessivamente 30 kg, restando stabile nella pedalata.
In Islanda le cadute e gli urti erano all’ordine del giorno, principalmente causate dal vento, ma ha retto benissimo.
A dir poco eccezionale la resistenza di copertoni e cerchi, solitamente quando si affronta un terreno roccioso o impervio si sgonfiano le camere d’aria per attutire gli urti, io al contrario non l’ho fatto, per non rallentare ulteriormente, sentendomi molto sicuro sull’affidabilità del copertone, che di fatto ha retto benissimo anche alla F35 (kjolur), strada a dir poco impervia; per rendere l’idea più volte ho visto camere d’aria abbandonate lungo il percorso.
La 540 si è comportata molto bene anche con la pioggia, la resistenza dei materiali della bici ha garantito la sua stabilità nonostante l’incessare della pioggia.
Sono soddisfatto della scelta e come è prassi dopo un lungo viaggio, in onore alla sua affidabilità e per festeggiare l’arrivo nella capitale del nord, le ho dato il nome di Akureyri, a testimonianza della sua resistenza al clima islandese.

Accessori extra montati

Sulla bici ho montato una serie di accessori imprescindibili per un cicloviaggio, nello specifico: portapacchi, sella comfort, cavalletto e borse laterali.
Ho optato per un Portapacchi posteriore classico del peso di 1,33 kg, che nonostante preveda un peso massimo di 25 kg, ha retto benissimo il peso extra. Montare una sella più confortevole è stato un obbligo, ho scelto la Sella FLX Gel Flow del peso di 435 g, ideale per un uso sportivo confortevole. La sella si è rivelata molto comoda e per tutto il viaggio non si è deteriorata, rivelando una ottima resistenza alla pioggia. Ha avuto vita dura il cavalletto, nello specifico il Cavalletto doppio VLS, regge fino ad un peso di 500 kg, con i bagagli ed un vento fortissimo ha faticato non poco, ma è stato utilissimo nella fase di carico/scarico della bici. Imprescindibili le borse bici da 15 litri, parola d’ordine impermeabilità. Si sono rivelate molto spaziose e, in circa 9 giorni di pioggia, il contenuto non si è mai bagnato.