Le Badi di Zurigo

Famosa per i mercatini e le atmosfere natalizie, Zurigo è una città che merita di essere visitata anche durante il periodo estivo. Oltre ad essere un ottimo punto di partenza per le escursioni, in estate la città si trasforma, diventando una meta appetibile non solo per gli amanti della montagna ma anche del mare. Ovviamente in Svizzera non c’è il mare, ma la purezza dei laghi e dei fiumi è tale, che anche nella città più popolata è possibile fare il bagno. Laghi e fiumi diventano incantevoli piscine all’aperto dette Badi, con sfondo la bellezza architettonica di una delle città più belle d’Europa.

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Frauenbad Stadthausquai, vista su centro storico

Dopo una mattinata passata ad esplorare i musei ed i vicoli di Zurigo, nelle ore più calde le badi diventano delle vere e proprie oasi, dove trovare refrigerio. Anche al calare del sole, questi stabilimenti restano attivi, diventando bar di ritrovo per giovani.

Disseminate per la città vi sono diverse piscine all’aperto, ma a catturare l’occhio sono due stabilimenti la cui peculiarità è l’essere aperti a sole donne o soli uomini: Männerbad Schanzengraben e Frauenbad Stadthausquai.

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Männerbad Schanzengraben, visto dall’orto botanico

Männerbad Schanzengraben è uno stabilimento aperto a soli uomini, immerso nel verde è una struttura in legno storica, costruita nel 1864. E’ collocato in un fossato difensivo del XVII secolo ed è circondato da un’antica cinta muraria. Dal vicino orto Botanico è possibile avere una visione dall’alto su questo spettacolare stabilimento. Aperto tutta la settimana l’ingresso è gratuito e dalle 7 di sera è visitabile anche dalle donne, in quanto si converte nel popolare Rimini Bar.

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L’essere circondato da mura difensive e coperto dagli alberi lo rende un luogo davvero fresco dove passare la giornata. Ma è l’atmosfera d’altri tempi il vero motivo per cui vale la pena fare un tuffo. Come evidente dallo scatto, nonostante si tratti di una piscina all’aperto l’acqua è limpida e pulita. Sebbene si trovi nel centro della città è impossibile non respirare la tranquillità che è in grado di trasmettere questo luogo.

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Frauenbad Stadthausquai

Aperto a sole donne lo stabilimento Frauenbad Stadthausquai è collocato nel canale principale di Zurigo. Nato nel 1834 e ristrutturato nel 1888 nello stile Liberty con cui si presenta oggi, questa piscina gode di una vista esclusiva sul centro storico di Zurigo. Aperto tutta la settimana, l’ingresso è a pagamento: Adulti (20+) 8 CHF, Ragazzi (16 – 19) 6 CHF, Bambini (6 – 15) 4 CHF. Anche lo Stadthausquai alle 7:30 di sera si trasforma in un bar aperto anche agli uomini, il Barfussbar.

La vista sugli affascinanti edifici storici di Zurigo è il punto forte di questa piscina unica nel suo genere. La presenza di una libreria la rende un piccolo rifugio dalla routine cittadina. La sera, essendo aperta agli uomini, ho potuto costatare in prima persona l’atmosfera e la splendida vista sul centro storico, di quella che probabilmente è la più bella badi di Zurigo.

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Sono poche le città al mondo ad avere acque balneabili, poter nuotare con vista sugli edifici storici è una peculiarità che vale il viaggio.

Per maggiori informazioni sulla città di Zurigo, nel sito del turismo sono presenti tutte le info necessarie per non perdere nulla durante il viaggio: zuerich.com

Zurigo Turismo contatto: info@zuerich.com,
facebook.com/visitzurichinstagram.com/visitzurich;

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Pacifico

La prima volta che ho visto l’Oceano Pacifico ero in Giappone. Quel giorno pedalai più di 100km solo per vederlo. Una volta alla spiaggia una grossa duna ne nascondeva la vista, ma non il suono che arrivava forte all’orecchio. Così poso la bici, e mi avvio verso le dune, ne supero una, poi un’altra e finalmente i miei occhi catturano l’immensità dell’oceano. Sulla spiaggia c’era solo una persona fredda ed immobile ad osservare lo scroscio delle acque. Totalmente persa nella distesa blu a tal punto da non accorgersi della mia presenza. Avrei voluto conoscerla, chiedergli cosa vedeva in quelle onde da non sentire più tutto il resto, ma non l’ho invasa con la mia curiosità, mi sono limitato a scattare il momento. Ora a tre anni di distanza rivivo quel momento, lo rivedo, ma stavolta sono dalla parte opposta dell’oceano e anche i miei occhi sono diversi. La prima volta che lo vidi mi trasmettava un sentimento di malinconia, come se vedessi il tutto in bianco e nero, oggi i colori dominano e non c’è nessuna persona solitaria a perdersi nel fragore delle acque. Mi abbandono al suo costante stato di agitazione e divento quella persona vista 3 anni fa, che fredda e immobile ascolta lo scroscio delle acque e si perde nella distesa blu.

Tra Sogno e Realtà

Tra sogno e realtà…

Piccole scosse, quelle che mi hanno fatto realizzare che ero davvero sull’elicottero di soccorso dell’Everest. Si perché quando in seguito ad una brutta intossicazione alimentare con febbre a 42°, battiti sopra i 150 ed una terribile notte insonne è difficile distinguere la realtà dal sogno. Ma il rumore del rotore, i sobbalzi del piccolo veicolo e soprattutto quella vista. Basta sporgersi verso il finestrino per restare senza fiato, sorvolare le montagne Himalayane è un’esperienza unica. Le forme delle montagne sono imponenti, alcune così alte da sfiorare il mezzo. Potevano soccorrermi solo al mattino, con le prime luci del sole che sfiorano le vette ed illuminano i piccoli villaggi circondati da un mare di nuvole che sinuose ondeggiano tra le montagne. La scena è così bella da perdermi completamente a tal punto che solo un forte scossone mi fa capire che non sto sognando, così nonostante il malore prendo la fotocamera e scatto la stupenda realtà.

Viaggia in libertà, Manfrotto Befree

Il treppiede da viaggio compatto Befree Manfrotto è piccolo e leggero. La recensione potrebbe già finire qui, perché c’è poco da dire, questo è un treppiede perfetto per il viaggio, non mi resta che mostrarvi il motivo.

Per tutti i viaggiatori lo spazio è importante, spesso ci troviamo a dover passare delle ore per ottimizzare lo zaino ed un attrezzo come un treppiede può essere un ingombro non da poco. Il Manfrotto Befree risolve il problema grazie alla possibilità di ripiegare su se stesso riducendo lo spazio occupato al minimo, misurando solo 40cm da chiuso. L’adattatore per piastra è progettato appositamente con tacche profonde in modo che le gambe si pieghino dritte, riducendo al minimo l’ingombro. Altra caratteristica che lo rende valido per il trasporto è il peso, solo 1.100g (versione in carbonio), considerando che si tratta di un treppiede con un estensione massima di 142 cm, è davvero leggero.

Ogni suo componente è studiato per garantire qualità e compattezza, nello specifico:

Testa

La testa a sfera è molto leggera e pratica nell’utilizzo, la maggior parte dei componenti sono in plastica per ridurre il peso. C’è una sola manopola di plastica che controlla sia la rotazione laterale che l’allentamento e blocco della palla. La leggerezza ha un prezzo ed il peso massimo che può sopportare e 4kg, ha retto benissimo la mia Sony A7r e non mi ha mai dato problemi.

Gambe

Le gambe sono veramente sottili, ma nonostante questo danno l’impressione di essere molto resistenti e stabili.
L’angolazione delle gambe utilizza un sistema di bloccaggio unico nel suo genere, una chiusura rotante con tre possibili posizioni: chiuso, angolo classico e un opzione con angolo più ampio. E’ un sistema facile da usare e stabile, l’angolo più ampio può essere molto utile soprattutto con un terreno accidentato.
Sistema
Quando si estendono le gambe al massimo, le serrature utilizzano uno stile tradizionale di leva Manfrotto ed è possibile stringere la vite per regolare la tensione.

Conclusioni

Inizialmente ho deciso di affidarmi al Manfrotto Befree perché mi serviva un treppiede leggero per il trekking dell’Everest e i miei viaggi in bici o monopattino, ma si è rivelato talmente affidabile e comodo che ormai lo uso in ogni occasione. Non è solo un treppiedi leggero ma ha anche un’ottima qualità, se stai cercando un bel treppiede per il viaggio, ma anche solo per uscite giornaliere, una volta provato il Befree non tornerai più indietro!

Specifiche

info

Manfrotto Befree Carbon è acquistabile sul sito ufficiale della Manfrotto o su Amazon.

Manfrotto Bumblebee-230 PL, lo zaino per fotografia, viaggi e trekking!

  • Testato in Nepal e trekking Everest

Durante le mie avventure porto sempre con me un gran numero di fotocamere e obiettivi, soprattutto in vista del trekking dell’Everest avevo la necessità di trovare uno zaino che garantisse comfort e protezione alla mia attrezzatura fotografica, così ho deciso di affidarmi agli specialisti del settore, Manfrotto! L’azienda di Bassano del Grappa è un marchio di accessori sinonimo di qualità nel mondo fotografico, rinomato soprattutto per treppiedi e zaini, in particolare mi ha colpito lo zaino professionale Bumblebee-230 PL.

Il Bumblebee-230 PL è pensato e creato per i fotografi, la mia esigenza era proprio di trovare uno zaino che mi garantisse durante il trekking facilità di movimento e protezione interna in previsione dei tanti scossoni, cosi ho deciso di portarmelo in Nepal ed è stata una vera sorpresa!
Questo è uno zaino sicuramente particolare, non ha le forme tipiche da trekking, per questo temevo che fosse particolarmente scomodo da portare, invece fin da subito mi sono dovuto ricredere. Grazie al cuscino ben aderente si ha sensazione di non averlo, soprattutto se si chiude la cintura ed il laccio del petto il peso è perfettamente distribuito e lo zaino si muove in sintonia con il corpo, senza ”ballare”, la perfetta aderenza al corpo garantisce una gran libertà di movimento e un ridotto consumo di energia. Altra soluzione che ho trovato estremamente vantaggiosa è la presa d’aria a rete, durante l’attività fisica o un trekking diminuire la sudorazione è importante e nonostante il caldo ”l’AirSupport” ha garantito un’ottima traspirazione. Può sembrare banale ma è un dettaglio importantissimo che mi ha davvero sorpreso del Bumblebee-230 PL ed ha risolto una problematica che negli zaini da trekking è un requisito fondamentale, trovare una presa d’aria in uno zaino studiato per la fotografia mi ha piacevolmente sorpreso.
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Altra caratteristica che lo rende perfetto non solo per un’uscita fotografica ma anche per un lungo viaggio o trekking è la facilità di arrivare all’attrezzatura. Infatti oltre al corpo centrale, vi sono due pratiche tasche laterali, di cui una studiata per posizionare il treppiede esternamente in modo da averlo sempre pronto all’azione e la seconda perfetta per contenere un obiettivo o nel mio caso una borraccia, la possibilità di poter tenere esternamente oggetti di uso frequente ha semplificato il viaggio, risparmiando sprechi di energia nel togliere e mettere lo zaino per prendere attrezzatura nel corpo centrale.

Grazie alla sua compattezza ho potuto trasportarlo senza problemi in aereo come bagaglio a mano, lato negativo è il peso, perché vuoto pesa 2650g. Il peso maggiore è dovuto alle protezioni extra per garantire la massima protezione dell’attrezzatura, di fatto all’interno dello zaino camere e obiettivi restano stabili ed eventuali scossoni sono perfettamente assorbiti dai cuscinetti e la rigidità delle pareti. Ovviamente le protezioni riducono la capienza che resta comunque ottima con la possibilità di contenere fino 11 obiettivi e un corpo macchina. Se non si dispone come nel mio caso di tutti questi obiettivi lo spazio può essere efficacemente utilizzato per contenere altri effetti personali, infatti le protezioni all’interno dello zaino possono essere regolate in modo da adattarsi all’attrezzatura da contenere. Nel mio caso ho messo all’interno 8 batterie, 2 Power Bank da 20000Mah, 3 fotocamere, 2 obiettivi, un microfono, un treppiede Manfrotto Befree, un gorillapod, una giacca impermeabile, due filtri e caricabatterie vari. Insomma se lo spazio è distribuito efficacemente la capienza è più che sufficiente! In una delle tasche esterne ho invece posizionato la pratica copertura anti-pioggia per proteggere lo zaino, che nonostante sia fatto di materiali molto resistenti non è impermeabile.
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Durante il viaggio il Bumblebee-230 PL non mi ha mai dato fastidio, neanche dopo un trekking di 8 ore con temperature calde raramente ho sentito l’esigenza di far riposare la schiena. In quattro anni di viaggi ho avuto modo di provare diversi zaini e dopo tanti tentativi credo di aver trovato lo zaino perfetto per le mie esigenze, cercavo uno zaino che garantisse sicurezza alla mia attrezzatura fotografica e comfort nei miei viaggi avventurosi, si è rivelato anche più comodo di molti zaini da trekking. Lo consiglio sicuramente a tutti quei fotografi amatori e professionisti che cercano uno zaino per la loro attrezzatura che si sappia adattare alle esigenze di un viaggio o trekking.

Bumblebee-230 PL è acquistabile sul sito ufficiale della Manfrotto o su Amazon.

Sony Rx100M5, qualità tascabile

  • Testata in Nepal 

La Sony Rx100m5 è la risposta a chi cerca qualità e compattezza in una fotocamera. Uno dei problemi maggiori legati alla fotografia di viaggio è lo spazio, viaggiare leggeri è importante. Partire troppo pesanti è uno degli errori più comuni, sembra banale, ma sopratutto in un viaggio zaino in spalla essere più leggeri possibile è fondamentale al fine di godersi la destinazione. Le reflex anche se ci portiamo solo un obiettivo restano macchine pesanti, ecco perché durante il viaggio in Nepal ho deciso di provare la Rx100M5. La super compatta di casa Sony misura solo:

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ed un peso di 299g, si ha la sensazione di non averla e le dimensioni tascabili permettono di averla sempre a portata di mano. E’ una fotocamera perfetta per il viaggio non solo per le dimensioni light ma anche per la qualità dell’obiettivo, l’ottimo ZEISS Vario-Sonnar T* con lunghezza focale equivalente a 24 – 70 mm e apertura F1.8 – 2.8. Questo lente è perfetta nella fotografia da strada, paesaggi e ritratti, insomma il pacchetto completo per la fotografia da viaggio. Altra caratteristica che la rende perfetta per l’avventura è la velocità, la Rx100M5 è velocissima, fin ora non avevo mai provato una fotocamera così rapida nella messa a fuoco sia in video che in foto, permettendo di non perdere neanche un momento. La messa a fuoco è letteralmente istantanea grazie ad un sistema di AutoFocus che utilizza 315 punti capaci di coprire il 65% del sensore. Basta pensare che per agganciare un soggetto sono necessari solo 0,05 secondi. Altro punto a favore, soprattutto per chi durante un viaggio tiene un video diario dell’esperienza, è la possibilità di ribaltare il display LCD da 3″ con risoluzione pari a 1,22 milioni di pixel. Questo piccolo concentrato d tecnologia ha poco da invidiare a reflex e mirrorless e riesce nonostante le dimensioni ridotte a mantenere una qualità d’immagine altissima, grazie ad un sensore CMOS Exmor RS da 1″ con risoluzione pari a 20,1 megapixel e DRAM integrata. Qualità che resta alta anche in video con la possibilità di registrare filmati anche in 4k. Grazie al Wi-Fi e la pratica app per smartphone (PlayMemories Mobile) trasferire foto durante il viaggio è facilissimo.
Nell’utilizzare la camera durante il viaggio in Nepal mi sono trovato benissimo, la semplicità nello scatto e la compattezza con la possibilità di tenerla in tasca la rendono ideale per un viaggio leggero e senza stress. E’ per molti ed anche per me la migliore camera per la realizzazioni di video diari (vlog) non solo per lo schermo ribaltabile ma per la qualità delle riprese, l’audio, la velocità dell’autofocus e la stabilità del video. E’ consigliata per chi vuole catturare ricordi stupendi senza rinunciare alla leggerezza, le sue caratteristiche la rendono perfetta per chi durante i viaggi vuole restare leggero senza rinunciare ad una fotografia di qualità.

Foto Rx100M5
Villaggio Nepalese, foto scattata con Rx100M5

La Rx100M5 è disponibile ad un prezzo tra 1000-900 (Amazon), alternative più economiche sono le versioni precedenti, la Rx100M4 a 800-700 (Amazon) e la Rx100M3 a 600-500 (Amazon).

Sognando l’Everest

Un vecchio sogno mi ha spinto verso una nuova avventura in solitaria!

Da bambino avevo un insana passione nello scalare qualsiasi cosa, a partire dagli alberi in giardino, fino a quando guardando in Tv un certo Indiana Jones ho scoperto che c’era nel mondo qualcosa di molto più alto dell’albero di noce….l’Everest.
Da quel momento vedere quella montagna così alta è diventata il mio sogno, soprattutto da quando ho iniziato a viaggiare ogni anno programmavo di andarci eppure alla fine rinunciavo. Per paradosso è l’unica avventura che mi fa davvero paura, non per la pericolosità, ma perché temo di realizzare il sogno che per tanto tempo ho conservato, ho paura di separarmene.
Dopo la Nuova Zelanda per la prima volta non avevo programmi per future destinazioni, avevo l’impressione di aver perso la voglia di viaggiare, ogni paese che pensavo di visitare non mi convinceva. Dopo un mese ho realizzato che ormai la voglia di realizzare quel sogno così vecchio, il primo di cui ho memoria, era diventata troppo forte, cosi ho deciso.

Ad Ottobre mi affiderò a bussola e mappa per raggiungere l’Everest e partire per una grande avventura!

Nepal

Da quando viaggio questo è il progetto a cui tengo maggiormente, per questo anche il racconto di questa avventura sarà differente dalle precedenti.

Grazie ad una partnership con Explore Himalaya, Sony e Manfrotto  avrò due collaboratori che mi aiuteranno nella scoperta del territorio, riprese e realizzazione di un video-racconto dell’avventura.

Con il supporto di Explore Himalaya la migliore agenzia in Nepal per l’organizzazione di Trekking tra le montagne dell’Himalaya, ho definito un itinerario provvisorio di quelle che saranno le mie prime due settimane in Nepal:

Giorno 01: Arrivo a Kathmandu
Giorno 02: Visita di Kathmandu (Bouddhanath, Pashupatinath e Patan)
Giorno 03: Trasferimento all’aeroporto e volo per Lukla. Trekking a Phakding [2656m]
Giorno 04: Trekking a Namche [3450m]
Giorno 05: Giorno di riposo a Namche
Giorno 06: Trekking per Devoche [3820m]
Giorno 07: Trekking per Pheriche [4252m]
Giorno 08: Giorno di riposo a Pheriche [4252m]
Giorno 09: Trekking a Lobuche [4930m]
Giorno 10: Trekking per Everest Campo Base tramite Gorekshep [5184m]
Giorno 11: Trekking per Kalapatthar [5357m] e viaggio di ritorno a Pheriche [4252m]
Giorno 12: Trekking per Namche [3450m]
Giorno 13: Trekking per Lukla [2800m]
Giorno 14: Volo di ritorno a Kathmandu
Giorno 15: Da questo giorno partirà un avventura del tutto differente

Resterò in Nepal un mese questo significa che il viaggio non si concluderà con il trekking dell’Everest. A questo punto avrò realizzato il mio sogno, non posso prevedere come mi sentirò ecco perché non ho intenzione di fare programmi ma lasciare nell’incertezza i miei ultimi 15 giorni in Nepal.

Potrò affittare un auto o una moto ed esplorare il paese o prendere una bici e lanciarmi in un’avventura a pedali di circa 1500km, una cosa è certa l’avventura continuerà!

Se siete interessati a partire per il Nepal potete trovare molte informazioni e diversi trekking sul sito di Explore Himalaya

3 luoghi meravigliosi in Irlanda poco conosciuti

L’Irlanda è bellissima e visitata principalmente per la bellezza del suo territorio, in questo articolo vi mostrerò alcuni luoghi poco conosciuti e poco frequentati dai turisti.

3. Le colline di Annascaul
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Queste spettacolari colline che si vanno a perdere nel mare si trovano nella penisola di Dingle. Questa particolare penisola è ricca di luoghi spettacolari ed è facile che l’occhio si abitui e si perda questo meraviglioso punto panoramico, a complicare le cose la sua posizione, infatti si trova sulla N86 lungo il tratto tra Lispole ed Annascaul, per essere ancora più precisi ecco le coordinate per google maps: 52.143005, -10.102887

2. Rosses Point
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Dei tre luoghi elencati questo è il più conosciuto, eppure sono in molti che non ne conoscono l’esistenza, si tratta di un paesino della Contea di Sligo che gode di viste incredibili. Se la pioggia irlandese vi concede una pausa da qui è possibile ammirare oltre che la vista sull’Oceano Atlantico anche il Benbulben, altura che domina la contea di Sligo, teatro di tanti episodi letterari ed intriso di miti.
Ma soprattutto se siete in cerca di uno dei tramonti più belli d’Irlanda questo è il luogo, dovete solo mettervi comodi lungo la spiaggia ed aspettare che le ultime luci del sole facciano la loro magia:
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Al primo posto di questa breve classifica c’è il mio luogo preferito d’Irlanda in assoluto, quasi nessuno lo conoscerà ed io stesso l’ho scoperto per puro caso.

1. Bushfoot Beach
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Questa spiaggia lascia senza parole, quando pubblicai la foto l’ho definita ”l’Irlanda in una foto” perché è una perfetta sintesi delle emozioni racchiuse in un’avventura in Irlanda, in qualche modo è come ti immagini che l’Irlanda sia. La spiaggia si trova a Portballintrae ed a soli 1,3 km dal Giant Causeway visitor centre che è uno dei luoghi più visitati d’Irlanda, che prendendosi tutte le attenzioni forse è il motivo per cui Bushfoot Beach passa inosservata. Altro motivo è che non è raggiungibile in auto, ma solo a piedi o in bici, infatti è accessibile attraverso una ciclabile che segue una vecchia ferrovia (foto di copertina) ed è cosi che l’ho scoperta. Ovviamente ero con il mio fedele monopattino e seguendo le indicazioni di Google maps in modalità bicicletta mi sono letteralmente perso in strade private, prima di finire nella ciclabile. Da qui ho iniziato a seguire i binari fino a quando non mi sono voltato a destra e nonostante i miei occhi erano ancora carichi delle bellezze della Giant Causeway sono rimasto attonito. Non mi aspettavo di vedere una tale bellezza, fu qualcosa di inaspettato al di fuori dell’itinerario, un piacevole imprevisto, le condizioni climatiche erano perfette e con una luce del genere non ci pensai due volte e scattai la foto e fu come aver catturato l’essenza d’Irlanda.

Cosa mangiano in Nuova Zelanda?

Durante la scrittura di questo articolo nessun Hobbit è stato maltrattato o mangiato, il seguente testo vuole essere una rappresentazione reale e caloricamente irresponsabile di cosa gli abitanti della terra di mezzo si nutrono oltre ad i famosi ed ipercalorici Lembas.

L’alimentazione Neozelandese è fortemente influenzata dalla cucina Inglese non solo perché ex colonia dell’impero britannico ma anche per caratteristiche simili, climatiche e geologiche. I fish and chips sono ovunque anche se nonostante la grande varietà di pesce e molluschi i neozelandesi preferiscono piatti a base di carne, non i Maori che invece prediligono pesce e frutti di mare.

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Colazione

Cosi come in Inghilterra la colazione è molto importante ed abbondante. Il ”kiwi breakfast” (cosi è chiamata la colazione tipica) prevede uova, pancetta, salsicce pomodori cotti, funghi, hash brown (tortino di patate) e fagioli cotti. La si può trovare in qualsiasi café dell’isola ed è il pasto migliore per iniziare una giornata di avventure in Nuova Zelanda.

Pie
Pranzo

Il pranzo potremmo definirlo il pasto più leggero della giornata, dato che la cena è il pasto principale. È abbastanza comune mangiare panini o le più diffuse torte calde (foto). Le torte sono uno dei pasti preferiti dai Neozelandesi e le potete trovare ovunque, si tratta di tortine ripiene di tutto: torta con funghi, con pancetta, pollo, pollo e burro, carne e funghi, insomma ci mettono dentro di tutto. A giudizio personale sono buone ed un pasto veloce per non rubare troppo tempo alla giornata, ma è meglio non concentrarsi troppo a guardare il ripieno che all’occhio appare gelatinoso e non è il massimo.

Kiwi Burger
Cena e Burger

La cena è il pasto principale della giornata e viene mangiato intorno alle 18.00, eh già in Nuova Zelanda si cena e si va a letto presto. Nelle città minori dopo le 18 c’è il coprifuoco, tutti a casa a mangiare ed alle 22 a letto. E’ principalmente a base di carne e verdure cotte, specialmente patate. I Neozelandesi adorano i burger, due gli hamburger tipici, il Kiwi burger contenente Pomodoro, lattuga, uova, formaggio e fin qui tutto normale, poi barbabietole, zucchine, ananas e in alcune varianti avocado. Altro buger tipico è quello di cervo, il motivo è che i teneri bambi sono odiati dalla popolazione in quanto specie invasiva e in assenza di predatori naturali proliferano come i gatti del mio vicino. Ci sono stati anche periodi in cui il governo dava premi in denaro per incentivare la caccia dei cervi.

Fast food, si l’America è arrivata anche in uno degli angoli più estremi del mondo. Potete trovarli tutti: Kfc, Mcdonald, Burger King, Subway e minori. Ovviamente non mancano varianti Neozelandesi al menù, di solito consistenti in una fetta di ananas aggiunta ad un burger classico.

Pavlova
Dolci

Ora torniamo seri perché va affrontato il tema dessert. Il dolce tipico e più diffuso è (rullo di tamburi) la Pavlova (foto). Questo concentrato d zuccheri si dice abbia visto la panna, ehm la luce in un hotel di Wellington nel 1926. Il nome è una dedica alla ballerina russa Anna Pavlova, nonostante il nome non lo si può definire aggraziato come la ballerina, anzi è parecchio appariscente con una base di meringa morbida dentro e croccante fuori, una copertura di panna e frutta (soprattutto Kiwi e fragole).

Menzione speciale per una bibita ottima e che si può trovare solo in Nuova Zelanda: la Lemon and Paeroa. Il motivo della non diffusione mondiale è che l’ingrediente principale oltre il limone è l’acqua minerale della piccola cittadina di Paeroa. La bibita è la più bevuta della Nuova Zelanda, il motivo è che è buonissima. Piccola curiosità è la frase utilizzata per la campagna pubblicitaria ”World famous in New Zealand” la più famosa del mondo in Nuova Zelanda, giusto ad indicare che nel paese natale è famosissima ma all’estero…ci siamo capiti. Nota dolente, l’impero del male, che al giorno d’oggi chiamiamo Coca-cola si è comprato anche questa bibita, probabilmente hanno il complesso di avere ogni singola bibita del pianeta o forse è soltanto per il monopolio del mercato delle bibite.

Lemon & Paeroa

In conclusione per il cibo la Nuova Zelanda sembrerebbe un Inghilterra con più Ananas.